sabato 12 novembre 2022

STOP AL BIOCIDIO

 STOP AL BIOCIDIO


I ragazzi della 2G  della Rocco raccontano, attraverso la loro rappresentante, la bellezza di sentirsi cittadini che agiscono per migliorare la società.






"Oggi, partecipando alla manifestazione, mi sono sentita parte di un intento comune; difendere il nostro territorio dall'inquinamento e salvaguardare la salute di tutti è una cosa importantissima e bisogna difendere i propri diritti per vivere serenamente" (Sorbello Grazia)









NO al BIODIGESTORE!

 

NO AL BIODIGESTORE!


La 1D alla manifestazione contro il Biodigestore... le riflessioni di alcuni dei ragazzi che hanno partecipato alla manifestazione del 12/11/2022 a Gricignano d'Aversa.



Sono stata entusiasta  di partecipare a questo evento: spero che si riesca a non far costruire il biodigestore per  tutelare  la nostra salute e la Natura. (Sara Di Giovannantonio)

È stato emozionante ritrovarsi con tanti ragazzi per manifestare e “lottare” per un giusto motivo e provare a difendere il nostro futuro... speriamo che questa manifestazione serva a qualcosa🌎 (Sara Dell'Aversana)


Mi sono sentita grande, perché ho avuto un ruolo attivo nella manifestazione contro l'apertura del Biodigestore Anaerobico. Dobbiamo sempre far sentire la nostra voce!( Ilaria Ercole)

Partecipare alle manifestazioni per buone cause è un dovere di tutti! Oggi ero molto emozionata, ognuno ha fatto cartelloni, striscioni, ecc. Mi auguro che questa manifestazione porti dei risultati, perché non sono d'accordo ad inquinare e a distruggere il pianeta. ( Chiara Della Valle)


Oggi abbiamo partecipato ad un un'importante manifestazione per protestare contro la costruzione del biodigestore, un impianto di trattamento dei rifiuti molto inquinante e per questo dannoso per la nostra salute. È stata davvero una bella esperienza che ripeterò ogni qualvolta ce ne sarà la necessità perché è una cosa giusta difendere i propri diritti e, soprattutto, quello alla salute. (Giulia De Laurentiis) 🌍




martedì 11 ottobre 2022

Oltreconfine

 

OLTRECONFINE



Sabato 17 settembre si è tenuto presso il Palazzo Ducale il convegno sull’inclusione degli immigrati, dal titolo“A Sant’Arpino, gli immigrati sono integrati?”.

Sono intervenuti il sindaco di Sant’Arpino Ernesto Di Mattia, Giovanni Maisto assessore alla Cultura del Comune di Sant’Arpino, la vice-preside del nostro Istituto Concetta Perrella, Nasser Hidouri, Imam della moschea di San Marcellino, Domenico Russo Presidente dell’Associazione “Spaccio Culturale”  e Stefano Di Foggia coordinatore del cammino di comunità “A Piccoli Passi”  I ragazzi della nostra scuola media sono stati accompagnati dalle professoresse Giuseppina Di Giacomo, referente interculturale, Giovanna Capuano, Marinella Chianese.

Il convegno si è aperto con l’intervento del sindaco che, nel salutare gli ospiti, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione scuola-territorio per favorire comunità democratiche, inclusive e pacifiche. La Compagnia dell’arcobaleno, costituita fin dal 2012 dai ragazzi del nostro Istituto, ha presentato una performance sull’importanza dell’amicizia e del cammino intrapreso per sconfiggere ogni forma di pregiudizio, indifferenza e razzismo. Ogni alunno ha consegnato a un altro degli oggetti simbolici come il pane della solidarietà, la conchiglia dell’ascolto, la spada della verità, il rotolo del grande saggio Aristotele, elementi utili per sconfiggere NESCIO, il demone dell’ignoranza e dei suoi alleati.

A consolidare e rafforzare le relazioni tra i nostri alunni e il territorio la testimonianza dei nostri alunni portatori di culture diverse Adam Tounkara, Muhammad Mubarak Ali, Capriello Laura, Iovinella Mario, Romano Katia, che si sono presentati e hanno raccontato brevemente la loro esperienza all’interno della scuola e sul territorio.

Il presidente d’Istituto Domenico Gimmati ha sottolineato che la nostra scuola è il cuore palpitante della comunità e, nel percorso A piccoli passi, opera con noi ragazzi come parte responsabile nella comunità facendoci diventare ogni giorno cittadini responsabili e attivi.A conclusione del suo intervento,ha chiesto all’imam Nasser di aiutare noi studenti a diventare sempre di più UOMINI DI PACE.

In particolare, all’Imam Nasser abbiamo chiesto di parlare della situazione del Mediterraneo, diventato oggi il più grande cimitero a cielo aperto, del rapporto tra cristiani e Islam e della sua esperienza come uomo di pace.E lo abbiamo invitato a progettare insieme percorsi concreti di pace. Le sue parole semplici sono arrivate al cuore di tutti noi e ci siamo sentiti tutti fratelli. Noi dovremmo vivere uniti proprio come i colori dell’arcobaleno (logo della nostra Compagnia) che, anziché essere in contrasto, si compongono in un meraviglioso insieme. Infatti, il nostro motto è TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI.

Al sindaco abbiamo richiesto un mediatore interculturale, un mediatore linguistico (per favorire i nostri compagni stranieri nell’apprendimento della lingua italiana) e la carta dei servizi della città in diverse lingue per orientare i NAI (neoarrivati in Italia) nel nostro territorio. Siamo foglie diverse di uno stesso albero l’umanità”(Mahatma Gandhi).

Il Convegno si è concluso con i saluti finali del sindaco, che ha ringraziato tutti per la partecipazione e con aperitivo etnico all’insegna del cous-cous.

 

Francesco Tucci 3E 

 

 

ASCOLTA LA VOCE DEL CREATO

 

ASCOLTA LA VOCE DEL CREATO

 Il 1° settembre si apre il mese di preghiera e di iniziative dedicato al Creato e termina, come di consueto, il 4 ottobre, giornata della festa di San Francesco d’Assisi. Il tema di quest'anno è: “Ascolta la voce del creato” e il simbolo che rappresenta le celebrazioni è il roveto ardente.
 Il dolce canto del Creato ci invita a praticare una «spiritualità ecologica», attenta alla presenza di Dio nel mondo naturale. È un invito a fondare la nostra spiritualità sull’«amorevole consapevolezza di non essere separati dalle altre creature, ma di formare, con gli altri esseri dell’universo, una stupenda comunione universale». 
“Ascolta la voce del creato” è un invito a prenderci cura della nostra casa comune, adottare stili di vita personali coerenti con il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente, affinché ci sia condivisione e amore per la nostra Madre Terra.  La sorella madre Terra soffre e ci implora di fermare i nostri abusi e la devastazione dei roghi, che hanno distrutto buona parte delle aree verdi del pianeta. Particolarmente la nostra Europa si è trovata di fronte a una vera e propria catastrofe ambientale che, nel 97% dei casi è attribuibile alla mano dell’uomo. 
A questo va aggiunto l’enorme danno all’ambiente provocato dai conflitti bellici in atto in Ucraina come in altre aree del pianeta. Perciò, Papa Francesco invita tutti a farci portavoce del grido della Terra “che si lamenta dei maltrattamenti umani” per unirci insieme a tutte le creature nel rispetto, nella lode e nell’amore del Creato.
 Il mondo è un mistero gaudioso, bisogna far crescere la consapevolezza che tutto è interconnesso nel mondo e aprire gli occhi su ciò che accade intorno a noi. Bisogna far crescere in tutti noi una conversione ecologica, affinché prevalga la custodia del creato nel mondo. Il compito di ognuno di noi è di presiedere in modo responsabile la vita sulla terra, difendere la creazione e l’armonia del creato, conservandone la bellezza. “E un bel giorno ti accorgi che esisti, che sei parte del mondo anche tu… è una giostra che va questa vita che gira insieme a noi e non si ferma mai e ogni vita lo sa che rinascerà  in un fiore che fine non ha” (Elton John, Tim Rice).Tutto il creato è  un inno alla vita, all’Amore, alla bellezza, respiriamo l’infinito che è in noi. In conclusione, vogliamo essere cittadini attivi e responsabili per vivere in armonia con la Terra e vogliamo impegnarci ogni giorno a rispettare l’aria, l’acqua e la terra, che sono le nostre risorse naturali, indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi.

 

 D’Alessandro Nicola, Giordano Antonio, Lettera Federica, Limatola Raffaele, Speranza Sara 3G

 

 

 

giovedì 29 settembre 2022

Classi-comunità attive e responsabili a scuola e nel territorio

 Classi-comunità attive e responsabili a scuola e nel territorio 



Il 23/09/22, dalle ore 11:00 alle 12:00, all'Istituto Rocco Cinquegrana, su richiesta del presidente  pro tempore Domenico Gimmati si sono svolte le assemblee di classe dalle terze classi primaria alle terze classi  della Secondaria  di primo grado per favorire la crescita delle classi-comunità attive e responsabili a scuola e nel territorio. Sono stati trattati i seguenti argomenti: 

ESSERE COMUNITÀ;  l’Educazione Civica, come CAMMINO PARTECIPATO studentesco; le prossime elezioni delle rappresentanze studentesche; TEMPO DEL CREATO, come tempo di pace tra gli uomini e di pace con la Terra; le ELEZIONI POLITICHE, tra Costituzione e realtà presente. L’ assemblea si è aperta con le motivazioni per le quali noi giovani parlamentari vogliamo essere protagonisti della vita scolastica e del territorio consolidato nel percorso A piccoli passi e sintetizzato nel programma: SCEGLI LA VITA – AMA LA TUA TERRA – PRENDITI CURA DI OGNI COSA CHE ABBIA VALORE. In seguito, abbiamo parlato di come diventare una comunità, rispettando alcune regole fondamentali orientate a consolidare buone relazioni all’interno delle classi per favorire non solo il benessere personale, MA soprattutto il bene comune, ovvero prendersi cura della casa comune (il creato, la rete della vita), per ricostruire un’armonia ormai perduta.

Questa si manifesta nella sofferenza del pianeta e di tutti noi che lo abitiamo, e noi studenti possiamo contribuire a salvaguardare il creato, proponendo iniziative significative in ambito scolastico e cittadino. Come ha affermato Papa Benedetto XVI: “Non c’è un futuro buono per l’umanità sulla terra se non ci educhiamo tutti a uno stile di vita più responsabile nei confronti del creato”.Noi tutti – adulti, ragazzi e bambini -ci dobbiamo sentire custodi del creato per un’autentica rigenerazione delle città e dei territori. Abbiamo discusso poi della presente condizione di GUERRA, che oggi sta mettendo in ombra il desiderio dei popoli di PACE TRA LE GENTI e PACE CON LA TERRA.

Successivamente, è stata introdotta la questione delle elezioni politiche, che si sarebbero tenute da lì a pochi giorni, discutendo sulle modalità di voto e sul sistema parlamentare bicamerale previsto dalla Costituzione.. In conclusione, si è posto l’accento sul valore della democrazia.

Noi siamo orgogliosi di vivere in un paese democratico che si fonda sul principio della sovranità popolare, sulla garanzia della libertà e dell’uguaglianza di tutti i cittadini. VIVA LA DEMOCRAZIA!

 

 DOMENICO GIMMATI 3E

giovedì 9 giugno 2022

la Repubblica@SCUOLA


 

Cosa significa per me LEGALITA'

Don Giuseppe Diana (detto anche Don Peppe Diana) ha dedicato tutta la sua vita a combattere la Camorra, una società contro lo Stato, così come la Mafia, la Ndrangheta e la Sacra Corona Unita. La Camorra é un potere che impone le sue leggi attraverso la violenza sia fisica che morale. Un'altra persona che ha cercato di contrastare la Mafia fu il magistrato Paolo Borsellino, ucciso nel luglio 1992 insieme a 5 agenti della sua scorta.
Loro due si sono impegnati per il rispetto della legalità, ma cosa significa legalità?
Il termine legalità significa rispetto e pratica delle leggi, ed è fondamentale nella vita sociale.
Per me significa non solo il rispetto delle leggi, ma anche il vivere civile quotidiano, iniziando dal rispetto della famiglia, degli amici e degli insegnanti. Ognuno di noi può essere un esempio per gli altri in modo da diffondere questo concetto.
Già con piccole azioni quotidiane possiamo praticare la legalità, per esempio non accettando le sfide estreme che impongono gli amici, oppure non tacere quando si vede qualcosa di sbagliato.
Ricordare le vittime delle Mafie è importante, per non rendere vano ciò che hanno fatto nella loro vita.

di Sorbello Grazia

lunedì 9 maggio 2022

L’astronauta italiana che ha conquistato lo spazio

 

L’astronauta italiana che ha conquistato lo spazio




In questo articolo vogliamo parlarvi di una donna straordinaria che ci ha colpito molto e di cui parla tutto il web: Samantha Cristoforetti. Samantha Cristoforetti è un’astronauta, un’aviatrice, un’ingegnera ed è la prima donna italiana ad essere entrata negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea.

Nasce il 26 aprile del 1977 a Milano, ma è originaria di Trento dove cresce e frequenta il Liceo Scientifico, diplomandosi nel 1996. Si laurea nel 2001 all’Università Tecnica di Baviera in Germania e frequenta: per quattro mesi la Scuola Nazionale Superiore di Aeronautica e dello Spazio di Tolosa in Francia. Nel 2001 si iscrive all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, diplomandosi nel 2005, e nel 2004 consegue la seconda laurea in Scienze Aeronautiche. Inizia la sua carriera come pilota dell’accademia aeronautica, arrivando fino all’importante ruolo di capitano. Cristoforetti, il 18 maggio 2009, viene selezionata come astronauta. Viene designata come astronauta di riserva per ESA. Nel 2012 le viene assegnata la spedizione 42/43 sulla Stazione Spaziale Internazionale e viene nominata ufficialmente ingegnera di bordo. Gli addestramenti specifici di missione continuano tra i centri specializzati degli Stati Uniti. Il 23 novembre 2014 ha inizio la sua prima missione della durata di sette mesi, a bordo del veicolo Soyuz per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale.


Samantha Cristoforetti è ripartita nello spazio il 27/04/2022 per la missione Minerva. Ma Samantha Cristoforetti non è sbarcata solo nello spazio, ma anche sui social network del momento, TikTok. Pensate, il suo account @astrosamantha è stato aperto il 12 aprile ed è seguito da 140mila persone! Ed è così che ci racconta come vivono gli astronauti nello spazio: ci mostra come mangiano, come dormono, cosa utilizzano per l’igiene personale. Impressionante vedere come “fluttuano” in assenza di gravità!


Lo scopo di questa missione, che durerà circa 6 mesi, è proprio quello di fare esperimenti in diversi ambiti della scienza, comprese medicina e alimentazione. Alcuni esperimenti sono stati ideati per studiare gli effetti dell'assenza di gravità su tessuti umani, sull'apparato riproduttivo e sul sistema uditivo. Altri rientrano nel campo della biologia e della scienza dei materiali. Obiettivo a lungo termine della ricerca è quello di comprendere più approfonditamente le conseguenze della permanenza nello spazio sull'organismo, in vista di viaggi più lunghi e duraturi verso Marte.



Forza Samantha, sei il nostro orgoglio!


 



Di Serio Sara  e D’Elia Olimpia  1F


martedì 3 maggio 2022

Sostenibilità ambientale: il nostro percorso per la vittoria

 

Sostenibilità ambientale:
il nostro percorso per la vittoria

Durante quest'anno scolastico, noi, alunni della 3°B, abbiamo partecipato al concorso “Bottle Story” presentato dal consorzio del recupero del vetro (Co.Re.Ve.) di Milano.



CoReVe è il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio nazionale che opera all’interno del sistema CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), istituito dai principali gruppi vetrari italiani il 23 ottobre 1997.

"Bottle Story" nasce con l'intento di devolvere a ciascuno l'importanza del corretto riciclo delle masse vitree, formando le nuove generazioni alla cura e al rispetto degli ambienti che li circondano.

Nel nostro percorso di scrittura ci siamo sempre focalizzati sull’etimologia e sulla struttura del nome del concorso, da cui, abbiamo saputo creare storie avvincenti affinché queste fossero gradite ai giudici, ideatori del concorso.

La narrazione è divisa in cinque capitoli e la base della storia è stata strutturata da Simone Tempia, autore di bestseller come "Storie per genitori appena nati".



La storia narra principalmente delle numerose  avventure di due ragazzi: Dou e Terry, che, nella città di Rimini, vivono un'esperienza  indimenticabile.

La narrazione è incentrata sulla scoperta iniziale di un'antica pergamena con degli  indizi che li porteranno alla caccia delle restanti parti nascoste per la risoluzione dell'enigma.

In questo racconto troviamo, inoltre, personaggi molto importanti per lo sviluppo della storia: Sacripante e Bombarda che accompagneranno i due protagonisti nello svolgersi della vicenda.

La nostra partecipazione a questo concorso nasce dalla convincente proposta della docente di matematica e scienze del corso B: la professoressa Immacolata Cantile.

Quando ci ha proposto di scrivere per questa iniziativa, noi alunni, siamo stati subito entusiasti all’idea di metterci in gioco.

Ognuno ha dato il proprio contributo, tenendo conto delle proprie capacità, prospettando molteplici proposte al gruppo di scrittura della classe.

È stato complicato accordarci tra le numerose idee che sono sorte, ma abbiamo trovato comunque un punto d'intesa.

Nonostante non siamo riusciti  ad aggiudicarci il premio per la stesura del primo capitolo, non non ci siamo persi d'animo, anzi. Abbiamo sentito forte il desiderio di rivincita.

Ci siamo impegnati per la redazione del secondo!

La stesura del capitolo successivo è stata particolarmente ardua soprattutto perché erano necessari nuovi collegamenti con la storia sviluppata da un altro gruppo classe. Tuttavia, con la presenza costante della nostra docente, i nostri problemi si sono dissolti.

Nei giorni precedenti alla premiazione, l'attesa era estenuante.

Il giorno in cui siamo venuti a conoscenza della vittoria siamo stati felicissimi e soddisfatti del traguardo raggiunto.

Lo siamo stati successivamente, a maggior ragione, quando abbiamo saputo della nostra vittoria pubblicata su molti giornali regionali, tra cui “Il Mattino”.

La partecipazione al concorso e la produzione del racconto ci hanno concesso la possibilità di riflettere su un argomento di indiscutibile importanza: il riciclo del vetro, tematica molto attuale nel campo della sostenibilità ambientale.

Abbiamo riflettuto a lungo su quanto questo percorso ci abbia legati emotivamente poiché,

avendo impiegato ore intere per la realizzazione del racconto, abbiamo condiviso momenti in cui preoccupazione ed entusiasmo si sono stretti a vicenda.

La vittoria per noi é stata un'emozione unica, una vera e propria soddisfazione.

Anche la sola partecipazione sarebbe stata un traguardo, poiché il nostro scopo principale era, ed è, divulgare ai lettori l'importanza di adottare provvedimenti seri per salvaguardare i danni ambientali che si stanno, di conseguenza, verificando per l'incuria umana.

Abbiamo radicato in noi i principi fondamentali che ci seguiranno nella crescita e nel percorso della nostra vita.


Gli alunni della 3B

giovedì 17 marzo 2022

Don Peppe DIANA- Per amore del mio popolo

 

  Don Peppe DIANA- Per amore del mio popolo


L’I.C. “Don Diana” si pone come scuola capofila del progetto “VOGLIO VEDERE FIORIRE IL PESCO", in occasione della "FESTA della LEGALITÀ” giornata dell'impegno e della memoria istituita dalla Regione Campania nel 2012 in ricordo dell'uccisione di don Peppino Diana

 

LA SPERANZA IN UN MONDO MIGLIORE

Il 04 luglio 1958 nasce a Casal di Principe, da genitori proprietari terrieri, Giuseppe Diana che sarà da tutti noi conosciuto come don Peppe.

All’età di dodici anni entra nel Seminario Vescovile di Aversa, dove completa le scuole medie. Consegue la maturità classica e si trasferisce a Posillipo presso la Facoltà di Teologia. infine, nel 1985 si laurea in Storia e Filosofia presso l’Università “Federico II” di Napoli.

Viene nominato alla guida dell’AGESCI, associazione guida e scouts cattolici italiani, diventa segretario del vescovo di Aversa Giovanni Gazza e assume la cattedra di insegnante di religione presso l’istituto Alberghiero e l’istituto tecnico “A. Volta” di Aversa. Successivamente, insegna le materie umanistiche nella scuola media del Seminario Vescovile di Aversa.

Il 19 settembre 1989 è nominato sacerdote della parrocchia di san Nicola in Casal di Principe.

Dalla sua parrocchia inizia la sua lotta contro la criminalità organizzata, da un lato, denuncia come la camorra inizia ad infiltrarsi in tutta l’economia dell’agro aversano, dall’altro, cerca di offrire un’alternativa onesta ai giovani del suo paese.

La notte di Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della Diocesi aversana viene letto un testo scritto da don Peppe: “Per amore del mio popolo”.

È considerato il suo testamento ideologico; è l’invito rivolto ai giovani e a tutti gli uomini di buona volontà e onesti di non arrendersi a chi opera nell’ombra. Dall’altare diceva contro la camorra: “La gente deve sapere che i camorristi sono spietati e sanguinari; controllano le attività edilizie e il commercio. Vendono la droga, rovinando così la vita di ragazzi, giovani e poveri immigrati africani”. Don Peppe invita i giovani ad “avere il coraggio di compiere delle scelte, di denunciare”.

La mattina del 19 marzo 1994, nella sacrestia della sua parrocchia, i sicari della camorra sparano cinque colpi contro don Peppe. Muore a soli trentacinque anni. Al suo funerale partecipò una folla impressionante. Un gesto che significava molto perché si era infranto il muro dell’omertà.  Da quel giorno nella coscienza delle persone qualcosa era cambiato. Sulla sua tomba sono riportate queste parole: “Dal seme che muore fiorisce una messe nuova di giustizia e di pace “. Don Peppe Diana è stato questo seme di giustizia e di legalità. La sua vita, come un seme nella terra, è diventato l’albero della speranza ma questo albero, per crescere forte e rigoroso, ha bisogno di essere ogni giorno innaffiato con gesti di amore, onestà e coraggio.

La sua morte non è stata vana; Casal di Principe, un tempo nota come la terra del “clan dei casalesi”, oggi è la terra di don Diana, cioè, della rinascita sociale e culturale delle nostre terre.

Aver paura è normale, ma ripensando alla fede incrollabile di don Peppe e alle sue parole, nasce in tutti noi giovani la forza necessaria per reagire alle ingiustizie con una costante voglia di libertà guidata da un profondo senso di giustizia.

il 25 aprile 2004, a Casale, è stato fondato il “comitato don Peppe Diana”.

 



"Non c'è bisogno di essere eroi, basterebbe il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciare ... "

  Don Peppe DIANA- Per amore del mio popolo


Vitale Francesco Pio 3D

lunedì 14 marzo 2022

Operazione scuole pulite - Legambiente


Operazione scuole pulite - Legambiente



Il nostro Istituto ha aderito all'iniziativa promossa da Legambiente "NONTISCORDARDIME' - OPERAZIONE SCUOLE PULITE" Il 12 marzo al plesso Rocco ci siamo dedicati alla riorganizzazione degli spazi esterni del nostro istituto, per ritrovare il gusto dello stare insieme e condividere un progetto, per piantare nuovi alberi, realizzare orti.



Il racconto dei ragazzi della 1E della splendida giornata.








martedì 8 marzo 2022

LETTERA DI UNA DONNA UCRAINA

 LETTERA DI UNA DONNA UCRAINA



Voglio iniziare con le parole: non insultare una donna, non farla piangere... Dio conta le sue lacrime.

Sono ucraina, e come migliaia di donne sono venuta in Italia. Ho lasciato la mia famiglia, la mia casa, il mio pezzo di cuore alla ricerca di una vita facile per i miei cari. Una volta una signora italiana ha detto ad una donna ucraina: "Probabilmente bisogna avere un grande coraggio per andare così lontano da casa, dai bambini... io non sarei in grado di farlo!" E la donna ucraina ha risposto: non siamo né coraggiose, né più forti, siamo come te, siamo DONNE! Siamo forti perché diamo alla luce ancora la vita. Noi siamo pazienti, quindi la saggezza è nella pazienza, siamo coraggiose perché faremmo l'impossibile per i nostri figli! 

Quando sembra che non abbiamo alcuna forza, possiamo piangere , ma subito dopo raccogliamo tutta la nostra volontà in una volta e andiamo, passo dopo passo, verso un nuovo giorno! Ed ora, ricordando le parole di quella signora "sei più forte di noi", mi rispondo "forse sì". Nessuno potrebbe pensare che nel ventunesimo secolo, nel 2022, si possa sentire la terribile parola "GUERRA", che farà di nuovo a pezzi i nostri cuori. Ma crediamo che sopravviveremo alla guerra, lo sappiamo perché siamo forti! 

Oggi è la giornata internazionale della donna e io voglio augurare a tutte le donne del mondo un amore reciproco e un cielo sereno. E voglio rivolgermi a tutte le donne ucraine in questo momento difficile e dire: "se Dio è con noi allora che differenza fa chi è contro di noi?"


ROHIVSKA OKSANA  mamma di KOHUT ALINA




mercoledì 2 marzo 2022

AFGHANISTAN

 

AFGHANISTAN 

LA STORIA SI RIPETE, MA MAI NELLO STESSO MODO

 

Dopo molti anni il mondo ha riaperto i suoi occhi sull’Afghanistan, per poi richiuderli subito dopo.


Ed ecco che le donne afghane, dopo venti anni di diritti garantiti dalla presenza degli Americani in quel paese, ne sono state nuovamente private. I talebani sono ritornati a governare il loro paese applicando una versione estrema della shari’a, che in arabo significa legge, una rigida legge oserei dire.

Indossando il burqa per “rispetto” verso i loro uomini, le donne afghane non sono più padrone di loro stesse e della loro identità. Sono private di qualsiasi diritto, se si escludono la procreazione, la soddisfazione dei bisogni sessuali degli uomini e lo svolgimento dei lavori domestici. Le donne non possono uscire di casa se non accompagnate da un uomo, non possono studiare né utilizzare cosmetici, non possono parlare o dare la mano agli uomini, non possono ridere né parlare ad alta voce, non possono portare i tacchi né indossare i pantaloni. Per sopravvivere e vedere riconosciuto un barlume della propria libertà, le bambine sono addirittura costrette a “travestirsi” da uomo tagliando i loro capelli: è la tradizione delle bacha-posh, le ragazze travestite da maschio per salvare l’onore della propria famiglia e per sfuggire ai divieti a cui sono sottoposte.

 


Raggiunta la pubertà, poi, le ragazze sono costrette a sposarsi a uomini vecchi e barbuti e diventare vere e proprie spose-bambine/donne oggetto.


Anche i bambini sono costretti a nascondersi, per paura di essere arruolati come soldati fin da piccoli o essere reclutati come “Kamikaze”.



Mi viene da pensare alla famosa frase: “La storia si ripete, ma mai nello stesso modo, mai nelle stesse circostanze”. I diritti continuano sempre ad essere negati, nei diversi paesi, a diverse categorie e a diversi gruppi sociali: la musica sembra essere sempre la stessa: le belle parole sono ridondanti ma sono i fatti a parlare della cruda verità.

La vergogna maggiore di tutte, poi, è che le donne in Afghanistan non hanno accesso alla cultura, come nelle epoche più buie della nostra storia. Eppure noi a scuola parliamo spesso dell’importanza delle parole così come dell’istruzione, vere armi contro la violenza e gli abusi; l’odio non migliora le cose, la rabbia non produce nulla mentre l’amore, la civiltà e la compassione sono essenziali per gli esseri umani.



Il progetto “Io mi narro, Tu mi narri” ci ha permesso di riflettere, attraverso gli occhi dei nostri coetanei afghani, sul dolore, sulla violenza, sulla guerra, sulle ingiustizie, sui diritti negati e sull’insensatezza di queste atrocità. Abbiamo capito quanto la cultura e il potere della narrazione possano essere un balsamo per le difficoltà quotidiane. La parola, se ben esercitata, può dare vita ad un mondo parallelo resistente al dolore dove i mostri possono essere affrontati e sconfitti e dove la violenza non trova spazio. Il messaggio che ci portiamo dentro è, quindi, un messaggio di speranza, quella speranza che deve nascere in noi anche dal buio più profondo e che la forza del nostro animo deve supportare: Innalza le tue parole, non la tua voce. E’ la pioggia che fa nascere i fiori, non il tuono.

Lampitelli Claudia, classe 2F





 





lunedì 28 febbraio 2022

Katalin Karikò e gli mRNA

 

Katalin Karikò e gli mRNA

 

Chi era Katalin?

Katalin Karikó è cresciuta a Kisújszállás, in  Ungheria. Ha frequentato il Ginnasio Móricz Zsigmond Református. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso l'Università di Szeged, ha continuato la sua ricerca presso l'Istituto di Biochimica, il Centro di Ricerca Biologica ungherese. Mentre prestava servizio come post-dottorato presso la Temple University, ha partecipato a uno studio clinico in cui pazienti con AIDS, sono stati trattati con RNA a doppio filamento (dsRNA). A quel tempo, questa era considerata una ricerca rivoluzionaria poiché il meccanismo molecolare dell'induzione dell'interferone da parte dell'dsRNA non era noto, ma gli effetti antineoplastici dell'interferone erano ben documentati.

 

Cosa sono gli mRNA?

L'RNA messaggero  è un tipo di RNA che codifica e porta informazioni durante la trascrizione dal DNA ai siti della sintesi proteica, per essere sottoposto alla traduzione.

La breve vita di una molecola di mRNA comincia con la trascrizione e termina con la degradazione. Le molecole di mRNA degli eucarioti spesso richiedono di essere verificate e trasportate, al contrario di quelle dei procarioti.


 

 

 

Gli mRNA contro il sars-Cov-2

Grazie alla sua scoperta sono stati creati i vaccini Pfizer e Moderna. Ma non solo.

mRNA sta per acido ribonucleico messaggero. L’organismo umano lo produce naturalmente per sintetizzare proteine d’importanza vitale. Il vaccino a mRNA fornisce all’organismo informazioni sul coronavirus permettendogli così di produrre proteine virali, che vengono poi riconosciute come estranee e inducono una reazione immunitaria. L’mRNA somministrato con la vaccinazione non può penetrare nel nucleo cellulare e da qui innestarsi nel patrimonio genetico umano.

 Con il vaccino si introducono nell’organismo le istruzioni per produrre una copia della proteina Spike. Questa proteina normalmente viene utilizzata dal virus per agganciarsi alle cellule delle vie respiratorie, entrare al loro interno e moltiplicarsi, causando la malattia. Da sola (senza il virus), la proteina Spike è innocua, ma mette comunque in allarme il sistema immunitario, inducendolo a produrre anticorpi.

In questo modo, se in un futuro la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con il virus, i suoi anticorpi riconosceranno la proteina Spike (perché già incontrata con il vaccino) e prepareranno il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni al virus SARS-CoV-2, attaccandolo prima che provochi l’infezione.   


 

  

PERCHE’ VACCINARSI?

Il vaccino è per ora l’unico modo per renderci liberi. Ognuno di noi ha qualcuno da proteggere, cioè un cosiddetto ‘soggetto fragile’. Loro sono le persone più a rischio e noi dobbiamo impegnarci come comunità a salvarli. Vaccinarsi significa liberare le terapie intensive, stare in salute, proteggerci e sentirsi sempre più vicini alla normalità che tanto ci manca. Fidiamoci delle persone che hanno dedicato mesi a studiare per trovare un metodo per salvaguardarci. Se confrontiamo, infatti, i dati delle persone morte l’anno scorso e quest’anno, noteremo una grande differenza e ciò significa che gli effetti del vaccino si stanno facendo sentire. Agiamo come una popolazione unita e combattiamo insieme questa guerra batterica.

 

La ricerca contro i tumori

 Il melanoma, un tumore che origina nella cute o negli occhi o nelle mucose, ma anche il carcinoma polmonare, i tumori testa-collo, il carcinoma mammario triplo negativo, che è molto aggressivo e che mostra risposte interessanti agli anticorpi, sono tumori che sono soggetti a sperimentazione di cura con l’mRNA. Gli m-Rna sono diretti per ora contro i tumori per i quali l’immunoterapia, attivata con gli anticorpi monoclonali, ha funzionato. L’idea è di non usare i vaccini da soli, ma di utilizzarli in modo complementare per supportare la risposta immunitaria.

 Gli mRNA possono essere quindi molto importanti per la scienza. Speriamo quindi in un risultato vero e proprio.

 

                  

CHIARA GUIDA      e   SALVATORE EMANUELE PELLINO 2I

 

 

 

 

sabato 26 febbraio 2022

Giochi di parole sulle maschere atellane

 

Giochi di parole sulle maschere atellane



Acrostico Maccus



Mangione

Atellano

Che

Copre calvizie

Usando

Sombrero


di Gabriella Di Donato

giovedì 17 febbraio 2022

La rete siamo noi

 LA RETE SIAMO NOI -Safer Internet Day 2022



Fermo! Se hai visto questo articolo breve ma d’effetto, resta e leggilo: possiamo darti qualche informazione in più su quello che succede in Internet e su quello che noi adolescenti riteniamo utile per un uso più sicuro della Rete.

Partiamo da alcune domande che vengono poste molto spesso dai giovani: “Internet è davvero un posto orribile? Navigare in rete è pericoloso?” Tutto  dipende da noi e dall’uso che ne facciamo!

Per far riflettere i ragazzi non solo sull’utilizzo consapevole della Rete, ma sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di internet come luogo positivo e sicuro, la Commissione Europea ha istituito una giornata: il “Safer Internet day”. Ma tutto il mese di febbraio è dedicato ad attività sulla sicurezza in rete proprio per parlare, confrontarsi e conoscere in modo da educare tutti noi all'uso consapevole di Internet e degli strumenti digitali. 

No alla dipendenza. Meno tempo collegati in Rete, chiusi in una realtà immaginaria che si nasconde dietro uno schermo, e più ore trascorse a dedicarsi alla realtà che davvero ci circonda, in buona compagnia, allo studio e ad attività educative.

Sì alla vera informazione. Facciamo attenzione a quello che leggiamo,  cerchiamo fonti “sicure” e siti che possano fornirci informazioni corrette. "Le fake news possono avere dietro una componente di manipolazione dell'opinione pubblica molto importante” ha detto il direttore de “Il Corriere della Sera”, Luciano Fontana. 

No al cyberbullismo. Aumentano sempre di più i casi di cyberbullismo, perché molto spesso i ragazzi, immersi in questo mondo immaginario, tendono a costruirsi un personaggio forte e sicuro che quasi sempre non corrisponde alla loro vera persona. Nascosti dietro uno schermo e sentendosi protetti, senza alcuna limitazione, colpiscono chiunque, diminuendo l’autostima delle loro “vittime”.

Ma allora qual è il compito di Internet? Sicuramente in questi ultimi anni la pandemia ha causato una grave crescita della solitudine giovanile, in quanto siamo stati costretti ad essere chiusi in casa con unici compagni di vita: il computer e lo smartphone. E internet ci ha fatto molta compagnìa, forse troppa.

 L’appello che facciamo noi due, alunne della classe 3°F,  sulla base delle lezioni, delle informazioni e degli insegnamenti che la scuola ci ha dato,  è quello di cercare di utilizzare al meglio la Rete e di sfruttarne le potenzialità, senza esserne travolti. Noi, alunni e cittadini digitali dell’Istituto Comprensivo Rocco Cav. Cinquegrana faremo la nostra parte, ci siamo e daremo il nostro contributo, e voi? Rendiamo internet un posto sicuro!

 


Di Donato Gabriella, Vitale Aurora 3°F

 

domenica 13 febbraio 2022

IL MERCURIO: una minaccia per la nostra salute e per l’ambiente

 

IL MERCURIO: una minaccia per la nostra salute e per l’ambiente


 

Il mercurio è un elemento chimico presente all'interno della crosta terrestre. Il suo simbolo è Hg: deriva dal greco hydràrgyros che vuol dire "acqua d'argento".

Dal punto di vista chimico è un elemento di transizione molto popolare sia per il suo colore argenteo che per il fatto di essere uno dei pochi elementi chimici liquido a temperatura ambiente, infatti fonde quasi a -39°ed esposto all'aria, invece, evapora facilmente.

Il mercurio si può trovare nell'aria, nell'acqua e nel suolo. Può evaporare e ricadere al suolo con la pioggia o depositarsi come polvere.

Come molti sanno, il mercurio veniva utilizzato per la produzione di termometri, barometri e manometri, ma anche per la fabbricazione di cappelli, batterie, lampadine,  oggetti in feltro,  di disinfettanti e nell’amalgama usata dai dentisti. Si è poi scoperto che, se inalato, poteva addirittura portare problemi di linguaggioOggi è difficile trovare degli oggetti di uso comune fatti con il mercurio, ma comunque è ancora utilizzato per la produzione di alcuni prodotti schiarenti per la pelle, come conservante del legno e fungicida, in alcuni processi tecnici industriali e per la fabbricazione di macchinari.




 

IMPATTO ECOLOGICO E AMBIENTALE DEL MERCURIO

Il metil-mercurio, composto particolarmente tossico, è soggetto a bioaccumulo nei tessuti adiposi degli esseri viventi (incluso l’uomo) e quindi va incontro alla biomagnificazione (aumenta di concentrazione) attraverso la catena alimentare, ritrovandosi in quantità elevate in particolare nei pesci di grandi dimensioni (come tonni, pesci spada etc.).



Il mercurio non è pericoloso solo per gli animali, ma anche per l'uomo. Gli effetti del mercurio sulla salute dipendono chiaramente dalle quantità ingerite, ma la principale preoccupazione è rappresentata da quelli su feti e sui bambini. Gli studiosi hanno visto che se la madre consuma frutti di mare, infatti, l’esposizione al mercurio può avvenire nell’utero, con conseguenze importanti, per il resto della vita, sul cervello e sul sistema nervoso in crescita del bebè, come ad esempio danni alla memoria, al linguaggio, all’attenzione.

Uno dei tanti problemi che causa il mercurio è il fatto che è “persistente” nell’ambiente, cioè quando viene rilasciato continua ad essere presente nell'aria, nella terra e nell'acqua per anni e anni. Anche gli incendi boschivi causano un rilascio di mercurio nell'ambiente, in quanto anche il legno ne contiene una piccola percentuale.

Fatti recenti di attualità, come il drammatico inquinamento causato dal mercurio nel triangolo industriale di Priolo-Agusta-Melilli, hanno portato all’attenzione dei cittadini gli effetti devastanti che questo elemento naturale può arrecare alla salute e agli ecosistemi, quando viene re-immesso nell'ambiente. I primi fatti documentati di inquinamento da mercurio risalgono addirittura alla prima metà dell'800, durante la febbre dell'oro in Nord America, una pratica ancora diffusa oggi in molti Paesi produttori d'oro come il Laos, Vietnam, Brasile, Tanzania e Venezuela.

Gli scienziati hanno visto che vengono rilasciate in atmosfera circa 5000 tonnellate di mercurio all’anno, di cui 2400 derivanti da attività industriali. Purtroppo il trend su scala globale è in crescita, soprattutto quelle rilasciate nei Paesi in forte via di sviluppo come la Cina e l'India. Proprio per questo ad ottobre del 2013 è stata adottata la convenzione di Minamata, primo accordo globale per affrontare il problema del mercurio, che è stata ratificata da 98 paesi ed è entrata in vigore nel 2017 per proteggere la salute umana e l'ambiente.

Ma noi cosa possiamo fare? Ognuno di noi può fare qualcosa per ridurre l'inquinamento ambientale in generale: dovremmo riciclare gli oggetti, riutilizzarli e produrre pochi rifiuti grazie alla raccolta differenziata. Un'altra cosa altrettanto importante per la nostra salute e per limitare l’accumulo di mercurio nel nostro organismo è limitare il consumo di pesce di grossa taglia e preferire il pesce azzurro e quelli piccoli. La salute comincia dalla tavola…

 

Giorgia Baffico

Francesca Vitale

Francesco Marzocchella

Davide Di Gennaro

1F