sabato 20 novembre 2021

Festa dell'albero

 FESTA DELL'ALBERO




CIAO RAGAZZI, 

NOI ALBERI SIAMO IL POLMONE DELLA TERRA E VI PERMETTIAMO DI VIVERE OGNI GIORNATA.

MA VOI PERCHÉ NON CI RISPETTATE?

È GRAZIE ALL'OSSIGENO CHE RESPIRATE,

I NOSTRI FRUTTI VOI MANGIATE,

LE NOSTRE RADICI VI DIFENDONO DALLE FRANE,

LE NOSTRE CHIOME VI FANNO OMBRA.

MA  ALLORA TRATTATECI COME AMICI SPECIALI

E SE QUALCUNO CI VUOLE TAGLIARE…

VOI VENITECI A SALVARE!



De Angelis Salvatore 1I

venerdì 19 novembre 2021

Caro amico Albero

 

FESTA DELL'ALBERO




Caro Albero,

Tu che poni le tue radici nel candido e marrone suolo della nostra scuola, simbolo di ordine in un mondo di caos, di salvezza in un mondo di disperazione e di speranza in un mondo già devastato, ti auguro di crescere forte, in modo che i tuoi rami possano essere il riparo dal vento freddo e impetuoso, le tue radici un saldo riferimento ed il tuo tronco simbolo di stabilità e magnificenza. Sai, in questo periodo tutto questo serve molto, poiché i vegetali come te stanno sparendo . Piante dai grandi fusti e cespugli esili che prima donavano alla terra aria fresca da respirare e temperature abbordabili con cui vivere stanno morendo ed il tutto per la gola degli esseri umani. Non voglio dirti di diffidare di tutti gli uomini che sforino le tue fronde o che ti diano acqua pura, ma diffida degli sguardi avidi dei menti aguzzi e delle bocche frementi che non ti vedono. L’unica cosa che scrutano con quegli occhi da predatori iniettati di sangue è il terreno alle tue spalle, su cui edificare una bella fabbrica. Fidati invece dei giovani, che giocano beati fra i cortili della scuola e che parlano fino a mezzogiorno quando il sole picchia sulle loro teste. Loro sono le sentinelle della natura, quelli che tutti i giorni si battono per essere ascoltati e considerati, quelli che pensano che un alberello anche piccolo come te sia importante come una grande quercia. A volte questi giovani sembrano scoraggiarsi vedendo cose come la Cop-26 dove gli adulti che li ignorano fanno finta di fare cose per salvare la biosfera. Sono tutti coscienti di quello che sta avvenendo a livello climatico, lì le piantine come te non sono state considerate. L’unica cosa importante era farsi belli per il pranzo nel palazzo rivestito in oro zecchino dalle forme architettoniche pesanti e calcate. L’argomento è stato trattato come una discussione familiare di domenica sera, senza contare quanti benefici gli arbusti come te portino al mondo. Capisci tutto troppo tardi, quando le illusioni ti fanno viaggiare in città alimentate da pale eoliche. L’idea dello spreco di tempo è appunto data da un piccolo verbo che viene sostituito con un altro. Da eliminare a ridurre la strada è parecchia, ma è appunto su questi fascicoli pesanti e tristi che vengono firmati che si capisce quanto si sia  fuori strada. Caro alberello, tu sarai forte e ti lascerai alle spalle l’inutile e imbarazzante 26seesima Cop, diverrai simbolo di pace e di rispetto in quanto pregiato dono e fonte di ossigeno. Dopo il mio discorso potresti scoraggiarti vedendo come gira questo mondo, e magari pensare di non essere così tanto simbolo di rinascita, ma ricorda che ogni grande quercia nasce da un piccolo seme e noi stiamo piantando quel seme oggi e non aspettiamo che un politico lo faccia per noi domani.

Roberto Gimmati 3F

festa dell'albero

                                                 

                                                                                                                                  19/11/2021                                                                                                                                  Sant'Arpino CE       

                                                                                       
        
           Caro amico Albero,

Sono passati ormai 7 mesi da quando ti abbiamo piantato e oggi, guardandoti, vorrei dedicarti questi miei pochi umili pensieri.

Tu che sei un essere vivente silenzioso, non parli, non ti perdi in inutili “BLA BLA BLA”, come i grandi potenti della nostra TERRA, che per il Dio denaro ignorano la tua importanza.

Ti muovi solo quando il vento accarezza i tuoi rami e hai radici come ognuno di noi, le stesse radici che a volte ingiustamente ti vengono strappate. Il tuo silenzio perenne dovrebbe per un attimo accompagnare anche noi in una profonda riflessione, che ci induca a preservare te e tutti i tuoi simili dai tanti comportamenti scorretti, che molte volte ti portano al patibolo senza colpe.

Solo da queste riflessioni potremmo capire come salvarti, perché salvare te significa salvare tutti noi.

A te voglio dire grazie, grazie perché senza il tuo respiro non ci sarebbe il mio, perché senza di te non ci sarei io.                               

                                                                                                                                                                                          Angelo Salvo 3F                                   

            



               

  


martedì 16 novembre 2021

Milite ignoto


 CHARLOTTE UNA MAMMA CORAGGIOSA
Era il 1921 quando durante la solenne cerimonia del Milite ignoto la gente per strada piangeva. L’aria ed il cielo erano tappati da una coltre di nebbiolina grigia. Ciascun cittadino aveva visto un treno a vapore fermarsi dinanzi alle più importanti città, chiedendosi se non fosse quella locomotiva un freddo pezzo di metallo che strappava uomini, padri,figli a ciascuna famiglia per poi non riportarli indietro. La Signora Carla , una sessantenne bassa con  gambe e braccia ossute e grosse, i capelli brizzolati all’indietro e gli occhi affogati dal dolore e rossi in prossimità dell’iride, indossava un abitino nero con tanto di scialle e velo per onorare il propio figlio Giacomo. Lì lei era pronta a salire sull’altare della Basilica di Aquileia a denunciare il marciume che si nascondeva dietro i potenti che avevano voluto una guerra ingiusta. La signora, con la lentezza di chi rispetta la sua età, cominciò a parlare dicendo: -Giacomo era uno dei tanti uomini che si è gettato a capofitto in una guerra che non era la sua. Ci teneva alla patria più di quanto tenesse alla sua vita. La cosa è evidente dato che siamo qui a piangere lui come ogni uomo che abbia esalato il suo ultimo respiro sul campo di battaglia. Nulla di tutto questo è giusto, le guerre sono tutte portatrici di dolore e morte. Pensate al sangue gettato, alla vita trucidata in quelle trincee limitanti fredde come i gas gettati sulle povere genti, infide come i nemici che  sognavano di schiacciare il paese nemico in nome della libertà e dell’amor patrio. Io sono una madre, ma sono anche una povera vecchia e mi rimane poco tempo, avrei voluto, sperato di trascorrere i rimanenti anni della mia faticosa vita col mio bambino accanto, sapendo che lui aveva l’anima in pace. Ora piango la sua morte e sono chiamata a parlare perché questi aristocratici Italiani pensano che con una medaglia e due complimenti possano ripagarmi della mia grande tragedia E no! Mio figlio non è qui e non ci sarà per tante donne che piangono ancora perché le spoglie dei loro ragazzi sono state fatte a pezzi e l’ultima volta  che hanno guardato quegli occhi traboccanti di sogni e paura è stato 5 anni fa! Chissà cosa avrebbero detto una volta tornati, magari avrebbero cambiato il mondo, lo avrebbero risollevato dalla morte e dalle tragedie passate! Nessuno lo saprà mai, ma ciò che so e che voglio teniate a mente, è che l’unità del Paese è nata col sangue di figli,mariti,nipoti e uomini coraggiosi che pensavano di fare bene agli ideali che fermamente difendevano. Ma si sa, un ideale corretto non si porta sul campo. La diplomazia e la democrazia risolvono i diverbi non conflitti e guerre. Giacomo avrebbe potuto essere uno fra voi seduti in platea, avrebbe potuto vivere come voi ma lui e tanti altri non sono qui. Non permetterò mai che queste persone diventino tasselli di un mosaico o pagine di storia vuote. Il paese cade in miseria,ma allora mi chiedo cosa abbia portato la guerra? Due territori in più? No! Ha portato la devastazione nel cuore e nel concreto. Allora adesso l’unica cosa che possa fare in quanto donna matura e ormai al capolinea, è affidare e avvisare i giovani, i posteri del dono prezioso che il Signore ha concesso: la vita! Non sottovalutate niente, siate grati di poter fare delle esperienze e di vivere in serenità. Siate il fervido ricordo di chi ha gettato il sangue, di chi è un Milite Ignoto oggi poiché nessuno lo sarà domani.
Gimmati Roberto 3F