giovedì 25 febbraio 2021

Agenda 2030: obiettivo 2

AGENDA 2030 -OBIETTIVO 2: FAME ZERO


In queste settimane, in geografia,
 ci siamo documentati molto sulle condizioni di povertà in cui molti paesi sono costretti a vivere; insieme abbiamo avuto l’idea di creare un qualcosa per informare e sensibilizzare le persone su queste situazioni. Abbiamo avuto la grande fortuna di conoscere la cugina di una nostra compagna che fa parte di un’associazione con la quale è andata in Kenya per portare farmaci e per costruire strutture per l’igiene e la cultura. Assieme a lei abbiamo condotto un’intervista per diffondere le sue conoscenze e per, appunto, sensibilizzare le persone sulle condizioni in cui si trovano questi paesi poveri. Facciamo grande onore a lei e all’associazione con cui collabora per ciò che sta facendo per le persone meno fortunate di noi, sperando che possano vivere in condizioni migliori. Con piccoli gesti noi tutti potremo aiutare nel nostro piccolo sperando di raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030. 

L’agenda 2030, entrata in vigore a livello internazionale il 1° gennaio del 2016, è un piano di salvataggio del pianeta. E’ stata approvata dalle Nazioni Unite, un’organizzazione che rappresenta 193 Paesi nel mondo ed ingloba 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile che tutti i Paesi  del mondo, non solo quelli più poveri, si impegnano a raggiungere entro il 2030. In qualsiasi Paese vi sono situazioni di povertà, di malnutrizione, di cure mediche inadeguate, di scarsi livelli di istruzione; ovunque le donne non vedono garantite le pari opportunità. Potremmo immaginarla, dunque, come un diario che ognuno di noi dovrebbe possedere, nel quale appuntare gli obiettivi da raggiungere entro un anno.

Soffermiamoci ora su uno dei problemi più diffusi nei paesi poveri: LA FAME.

Molti paesi ricchi consumano le risorse dei paesi poveri lasciandoli in estrema povertà soprattutto dal punto di vista alimentare. Si parla infatti di malnutrizione cioè un’alimentazione squilibrata in cui vi è mancanza di nutrienti o l’assunzione di questi si ha in proporzioni errate.

La malnutrizione si distingue in ipernutrizione che porta all’obesità e denutrizione che porta all’anoressia.

L’Agenda 2030 crede che la strada migliore per aumentare la sicurezza alimentare e la nutrizione sia quella di investire nei piccoli agricoltori infatti propone di aumentare Il lavoro agricolo per rendere i campi abbandonati coltivabili e produrre cibo a sufficienza per sfamare l’intera popolazione mondiale affinché nessuno resti senza il bene primario cioè il cibo.

È impensabile che, ancora oggi, si senta parlare di questo problema: persone da un lato del mondo che non hanno la possibilità di nutrirsi mentre altre che hanno cibo in abbondanza. L’Agenda infatti ha  tra le finalità quella di adottare misure per garantire il corretto funzionamento dei mercati e facilitare la distribuzione di cibo in  tutto il mondo. Se pensiamo a chi ha troppo e chi niente dovremmo impegnarci e assumerci le nostre responsabilità perché non è mai troppo tardi per rimediare a questa assurda e triste situazione.

 

 COSA POSSIAMO FARE NEL NOSTRO PICCOLO?

È difficile parlare delle cause della povertà. Perché sono troppo grandi, troppo complesse, troppo radicate. Il nostro obiettivo è combattere la povertà. Non abbiamo una formula magica. Probabilmente non esiste nemmeno. Ma possiamo impegnarci con piccoli-grandi gesti volti al nostro obiettivo:

1.       Esistono tante organizzazioni locali che accettano donazioni di alimenti, per poi distribuirli tra i più bisognosi.

2.      Possiamo Sostenere le organizzazioni che donano cibo, le quali hanno bisogno di fondi per restare aperte e pagare le persone che vi lavorano; spesso sono anche a corto di volontari che diano una mano nella distribuzione dei prodotti. 

3.      Portare il cibo direttamente ai più bisognosi. 

4.      Prestare attenzione ai prodotti che compriamo. Quando alcuni beni vengono acquistati in grandi quantità, ciò può effettivamente nuocere alle zone in cui vengono prodotti.

5.      Ridurre lo spreco di cibo.

 

Questo lavoro ci ha fatto capire quanto siamo fortunati, per questo ci teniamo a ringraziare la professoressa che ci ha dato l’input e ci ha fornito tutte le informazioni necessarie per realizzarlo e ci ha stimolato a guardare sempre un po' oltre ciò che riusciamo a vedere con i nostri occhi.

Un ringraziamento va ad Alessandra per averci informato e averci dato l’opportunità di conoscere le condizioni del Kenya, e tanti altri paesi..

Speriamo di avere altre opportunità come queste e di poter  contribuire a sconfiggere la fame e la povertà nel mondo.


                                                                                                                            Gli alunni della 3D


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