mercoledì 19 maggio 2021
Divertimento, comunicazione ed esperienze nuove
Un'odissea di emozioni
Un'odissea di emozioni
mercoledì 12 maggio 2021
I martiri di oggi
I MARTIRI DI OGGI
Tanti sono stati martiri nel corso del tempo, oggi più di ieri. Papa Woytila, nel suo lungo pontificato, ha dato un nuovo significato alla parola “martiri”: non solo chi viene ucciso per aver testimoniato e non rinnegato la propria fede, ma anche chi, vivendo da cristiano, si è impegnato nella società e, per questo, ha perso la vita.
I martiri del passato (Policarpo di Smirne, Perpetua e Felicita, i martiri di Lione, ecc.) come quelli del presente (don Pino Puglisi, don Peppe Diana, il giudice Rosario Livatino) hanno dimostrato il loro coraggio nel professare la loro fede o si sono battuti per la giustizia, per la pace, l’amore, l’uguaglianza, il rispetto, la legalità, tutti valori alla base della fede cristiana. Ricordando i martiri di ieri e oggi, diamo un senso al loro sacrificio, perché sono morti per consegnarci un testamento morale: che è possibile un mondo migliore. Credendo a questo, possiamo davvero impegnarci, per contribuire tutti, anche nel nostro piccolo, a rendere il mondo uno spazio, in cui si impara a vivere insieme all’insegna dell’amore, del rispetto dei diritti umani, della giustizia, dell’uguaglianza, della legalità, della democrazia, senza prevaricazione, né corruzione.
Noi ragazzi non dobbiamo aver paura, anzi la paura dobbiamo trasformarla in forza e coraggio e questo ci aiuterà, a piccoli passi, a realizzare il nostro sogno di UOMINI LIBERI UNITI NEL RISPETTO DELLE DIVERSITA’. Significa sentirsi responsabili verso se stessi, gli altri e il mondo, per renderlo più vivibile per tutti.
SARAH CAPUANO 2 F
sabato 24 aprile 2021
25 aprile...oggi come allora
Oggi come allora…
25
Aprile 1945 smisero di combattere con i fucili.
25
Aprile 2021 ancora si combatte. Il nostro nemico è un virus invisibile.
Combattiamo con mascherine, disinfettante, distanziamenti necessari che ci
allontanano sempre di più. Giornate tutte uguali, scandite dai numeri del
bollettino di guerra: i contagiati, i negativi, le terapie intensive…
Sempre
più dipendenti dai colori, no, non quelli del tricolore che ha unito lo stivale,
ma quelli che oggi lo dividono. Un giorno è rosso, l’altro è giallo e poi rosso
ancora, a volte anche rosso fuoco; alcune altre arancione, ma è come se fosse
rosso o anche giallo perché tanto nessuno ci crede più!
Tutti
in attesa del bianco, bianco puro, bianco luce, bianco speranza, bianco LIBERAZIONE.
Oggi
25 Aprile 2021, non ANCORA come
allora!
E
tuttavia resistiamo perché vogliamo la vita che avevamo; perché vogliamo fare
ciò che non abbiamo ancora fatto; per ritrovare la libertà di un abbraccio;
perché il nostro futuro è importante per i nostri vecchi e soprattutto per
realizzare i nostri sogni.
Dal fronte della RESISTENZA
I Ragazzi della 3E
Plesso Rocco
lunedì 19 aprile 2021
Earth day
giovedì 15 aprile 2021
IqBal
Il coraggio di Iqbal e il suo sogno di libertà
Iqbal era un bambino normale come tutti gli altri bambini. La sua condizione di vita sfruttata iniziò a 4 anni in una fabbrica di mattoni, per poi proseguire a 5 anni in una di tappeti. La sua famiglia era poverissima, fu venduto dal padre a un fabbricante di tappeti per saldare un debito. Iqbal non sapeva che quell’uomo lo avrebbe costretto a lavorare incatenato al telaio per fabbricare tappeti oltre 12 ore al giorno, subendo lo stesso trattamento di schiavo di migliaia di bambini pakistani. Iqbal tentò varie volte di scappare e, un giorno, grazie al suo coraggio e alla sua forza di volontà, ci riuscì. Partecipò alla celebrazione della giornata della libertà organizzata dal Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF).Per la prima volta Iqbal sentì parlare di diritti e dei bambini che vivevano in condizione di schiavitù. Proprio come lui. Spontaneamente decise di raccontare la sua storia. Durante la manifestazione Iqbal conobbe Eshan Ullah Khan, leader del BLLF, il sindacalista rappresenterà la sua guida verso una nuova vita in difesa dei diritti dei bambini. Così Iqbal raccontò la sua storia sui teleschermi di tutto il mondo, diventando il simbolo e portavoce del dramma dei bambini lavoratori nei convegni, prima nei paesi asiatici, poi a Stoccolma e a Boston. "Non ho più paura di lui, diceva riferendosi al suo padrone, è lui che ha paura di me, di noi, della nostraribellione”. Il suo intervento fece scalpore, furono chiuse decine di fabbriche, arrestati i padroni delle fabbriche di tappeti e liberati oltre tremila bambini maltrattati, prigionieri, incatenati ai telai, costretti a lavorare oltre dodici ore al giorno. Il suo sogno di libertà è breve. Il 16 aprile 1995, domenica di Pasqua, gli spararono a bruciapelo mentre correva in bicicletta nella sua città natale Muridke, con i suoi cugini Liaqat e Faryad. "Un complotto della mafia dei tappeti" dirà Ullah Khan subito dopo il suo assassinio. Purtroppo, ancora oggi, molti bambini nel mondo sono costretti a lavorare, sono poveri, indifesi e privati della loro libertà. , ovvero l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha stabilito che tutti i bambini del mondo sono uguali, senza distinzione di razza, lingua, cultura e religione, perciò, tutti i bambini devono avere la possibilità di studiare e sentirsi liberi, invece, di essere costretti a lavorare, rinunciando ai loro sogni e alla loro libertà.Con i 15 mila dollari del Premio Reebok per la Gioventù in Azione ricevuti nel dicembre '94 a Boston Iqbal voleva costruire una scuola per ex bambini schiavi. Iqbal diceva: “Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite”.
D’Alessandro Nicola 1G
Schiavitù minorile
Lo sfruttamento minorile o
schiavitù minorile è una qualsiasi attività lavorativa, svolta da bambini, che continua ad
espandersi ma è nascosta da chi la pratica, influisce negativamente
sullo sviluppo fisico e psicologico. Ad esempio il Coltan anche chiamato
columbite tantalite, un minerale che si trova principalmente nella parte
orientale della Repubblica del Congo, e che serve a far funzionare la maggior
parte degli strumenti elettronici che utilizziamo (cellulari, PC ecc...) viene
raccolto da uomini, donne e bambini. La conseguenza più grave è che per questo
materiale, molti bambini vengono sfruttati e subiscono maltrattamenti, nel 2000
il 30% dei bambini ha lasciato la scuola per dedicarsi all’estrazione del
Coltan. I
bambini di tutto il mondo dovrebbero poter andare a scuola, dovrebbero poter
giocare e avere l'affetto della propria famiglia; purtroppo però, non tutti i
bambini vivono la loro infanzia serenamente, ciò accade soprattutto nei paesi
poveri e meno industrializzati del mondo, dove, i bambini sono costretti a
lavorare in dure condizioni, annullando la libertà e la spensieratezza di
essere tali , molte persone pensano che lo sfruttamento minorile non esista più
, o perlomeno che sia un fenomeno legato solo ai paesi più poveri. Ma è
un'attività praticata in tutto il mondo fin dall'antichità.
I ragazzi della 3° I
Di Vilio Antonio-lovinella
Felice- Marroccella Carmine -Bottino Vincenzo -Moccia Alessio- Giordano Chiara-
Pitocchelli Daniela





