venerdì 19 novembre 2021

Caro amico Albero

 

FESTA DELL'ALBERO




Caro Albero,

Tu che poni le tue radici nel candido e marrone suolo della nostra scuola, simbolo di ordine in un mondo di caos, di salvezza in un mondo di disperazione e di speranza in un mondo già devastato, ti auguro di crescere forte, in modo che i tuoi rami possano essere il riparo dal vento freddo e impetuoso, le tue radici un saldo riferimento ed il tuo tronco simbolo di stabilità e magnificenza. Sai, in questo periodo tutto questo serve molto, poiché i vegetali come te stanno sparendo . Piante dai grandi fusti e cespugli esili che prima donavano alla terra aria fresca da respirare e temperature abbordabili con cui vivere stanno morendo ed il tutto per la gola degli esseri umani. Non voglio dirti di diffidare di tutti gli uomini che sforino le tue fronde o che ti diano acqua pura, ma diffida degli sguardi avidi dei menti aguzzi e delle bocche frementi che non ti vedono. L’unica cosa che scrutano con quegli occhi da predatori iniettati di sangue è il terreno alle tue spalle, su cui edificare una bella fabbrica. Fidati invece dei giovani, che giocano beati fra i cortili della scuola e che parlano fino a mezzogiorno quando il sole picchia sulle loro teste. Loro sono le sentinelle della natura, quelli che tutti i giorni si battono per essere ascoltati e considerati, quelli che pensano che un alberello anche piccolo come te sia importante come una grande quercia. A volte questi giovani sembrano scoraggiarsi vedendo cose come la Cop-26 dove gli adulti che li ignorano fanno finta di fare cose per salvare la biosfera. Sono tutti coscienti di quello che sta avvenendo a livello climatico, lì le piantine come te non sono state considerate. L’unica cosa importante era farsi belli per il pranzo nel palazzo rivestito in oro zecchino dalle forme architettoniche pesanti e calcate. L’argomento è stato trattato come una discussione familiare di domenica sera, senza contare quanti benefici gli arbusti come te portino al mondo. Capisci tutto troppo tardi, quando le illusioni ti fanno viaggiare in città alimentate da pale eoliche. L’idea dello spreco di tempo è appunto data da un piccolo verbo che viene sostituito con un altro. Da eliminare a ridurre la strada è parecchia, ma è appunto su questi fascicoli pesanti e tristi che vengono firmati che si capisce quanto si sia  fuori strada. Caro alberello, tu sarai forte e ti lascerai alle spalle l’inutile e imbarazzante 26seesima Cop, diverrai simbolo di pace e di rispetto in quanto pregiato dono e fonte di ossigeno. Dopo il mio discorso potresti scoraggiarti vedendo come gira questo mondo, e magari pensare di non essere così tanto simbolo di rinascita, ma ricorda che ogni grande quercia nasce da un piccolo seme e noi stiamo piantando quel seme oggi e non aspettiamo che un politico lo faccia per noi domani.

Roberto Gimmati 3F

festa dell'albero

                                                 

                                                                                                                                  19/11/2021                                                                                                                                  Sant'Arpino CE       

                                                                                       
        
           Caro amico Albero,

Sono passati ormai 7 mesi da quando ti abbiamo piantato e oggi, guardandoti, vorrei dedicarti questi miei pochi umili pensieri.

Tu che sei un essere vivente silenzioso, non parli, non ti perdi in inutili “BLA BLA BLA”, come i grandi potenti della nostra TERRA, che per il Dio denaro ignorano la tua importanza.

Ti muovi solo quando il vento accarezza i tuoi rami e hai radici come ognuno di noi, le stesse radici che a volte ingiustamente ti vengono strappate. Il tuo silenzio perenne dovrebbe per un attimo accompagnare anche noi in una profonda riflessione, che ci induca a preservare te e tutti i tuoi simili dai tanti comportamenti scorretti, che molte volte ti portano al patibolo senza colpe.

Solo da queste riflessioni potremmo capire come salvarti, perché salvare te significa salvare tutti noi.

A te voglio dire grazie, grazie perché senza il tuo respiro non ci sarebbe il mio, perché senza di te non ci sarei io.                               

                                                                                                                                                                                          Angelo Salvo 3F                                   

            



               

  


martedì 16 novembre 2021

Milite ignoto


 CHARLOTTE UNA MAMMA CORAGGIOSA
Era il 1921 quando durante la solenne cerimonia del Milite ignoto la gente per strada piangeva. L’aria ed il cielo erano tappati da una coltre di nebbiolina grigia. Ciascun cittadino aveva visto un treno a vapore fermarsi dinanzi alle più importanti città, chiedendosi se non fosse quella locomotiva un freddo pezzo di metallo che strappava uomini, padri,figli a ciascuna famiglia per poi non riportarli indietro. La Signora Carla , una sessantenne bassa con  gambe e braccia ossute e grosse, i capelli brizzolati all’indietro e gli occhi affogati dal dolore e rossi in prossimità dell’iride, indossava un abitino nero con tanto di scialle e velo per onorare il propio figlio Giacomo. Lì lei era pronta a salire sull’altare della Basilica di Aquileia a denunciare il marciume che si nascondeva dietro i potenti che avevano voluto una guerra ingiusta. La signora, con la lentezza di chi rispetta la sua età, cominciò a parlare dicendo: -Giacomo era uno dei tanti uomini che si è gettato a capofitto in una guerra che non era la sua. Ci teneva alla patria più di quanto tenesse alla sua vita. La cosa è evidente dato che siamo qui a piangere lui come ogni uomo che abbia esalato il suo ultimo respiro sul campo di battaglia. Nulla di tutto questo è giusto, le guerre sono tutte portatrici di dolore e morte. Pensate al sangue gettato, alla vita trucidata in quelle trincee limitanti fredde come i gas gettati sulle povere genti, infide come i nemici che  sognavano di schiacciare il paese nemico in nome della libertà e dell’amor patrio. Io sono una madre, ma sono anche una povera vecchia e mi rimane poco tempo, avrei voluto, sperato di trascorrere i rimanenti anni della mia faticosa vita col mio bambino accanto, sapendo che lui aveva l’anima in pace. Ora piango la sua morte e sono chiamata a parlare perché questi aristocratici Italiani pensano che con una medaglia e due complimenti possano ripagarmi della mia grande tragedia E no! Mio figlio non è qui e non ci sarà per tante donne che piangono ancora perché le spoglie dei loro ragazzi sono state fatte a pezzi e l’ultima volta  che hanno guardato quegli occhi traboccanti di sogni e paura è stato 5 anni fa! Chissà cosa avrebbero detto una volta tornati, magari avrebbero cambiato il mondo, lo avrebbero risollevato dalla morte e dalle tragedie passate! Nessuno lo saprà mai, ma ciò che so e che voglio teniate a mente, è che l’unità del Paese è nata col sangue di figli,mariti,nipoti e uomini coraggiosi che pensavano di fare bene agli ideali che fermamente difendevano. Ma si sa, un ideale corretto non si porta sul campo. La diplomazia e la democrazia risolvono i diverbi non conflitti e guerre. Giacomo avrebbe potuto essere uno fra voi seduti in platea, avrebbe potuto vivere come voi ma lui e tanti altri non sono qui. Non permetterò mai che queste persone diventino tasselli di un mosaico o pagine di storia vuote. Il paese cade in miseria,ma allora mi chiedo cosa abbia portato la guerra? Due territori in più? No! Ha portato la devastazione nel cuore e nel concreto. Allora adesso l’unica cosa che possa fare in quanto donna matura e ormai al capolinea, è affidare e avvisare i giovani, i posteri del dono prezioso che il Signore ha concesso: la vita! Non sottovalutate niente, siate grati di poter fare delle esperienze e di vivere in serenità. Siate il fervido ricordo di chi ha gettato il sangue, di chi è un Milite Ignoto oggi poiché nessuno lo sarà domani.
Gimmati Roberto 3F    

martedì 26 ottobre 2021

Elezioni rappresentanti degli studenti

Elezioni dei rappresentanti degli studenti


Il 25 ottobre è stata una giornata importante per l'IC Rocco Cav.  Cinquegrana di Sant’Arpino. Con entusiasmo ma con grande senso di responsabilità i nostri alunni si preparano ad affrontare le sfide del presente e dell’immediato futuro. 




Le foto e i discorsi elettorali che alcuni alunni hanno preparato:

Cari elettori e care elettrici. Oggi è un giorno molto speciale, poiché ciascuno è chiamato a scegliere la fortunata persona che rappresenterà la classe nel parlamento studentesco d’istituto. Ho detto appunto fortunata, per sottolineare quanto sarebbe per me bello poter diventare il presidente della 3F. Una classe, non è un insieme di intonaco e mattoni, è fatta da studenti e professori. Ogni studente ha un sogno che lo rende unico e speciale. Ogni giorno avrò cura di ognuno di voi e insieme impareremo ad affrontare e risolvere i nostri piccoli problemi e le sfide del presente e dell’immediato futuro per migliorarci e autorealizzarci. Questa parola così lunga e tortuosa nasconde fra le righe la gioia di un anno sereno, la gioia di vedere i propri compagni e la gioia di essere una classe comunità. In questi 2 lunghi anni molti avvenimenti hanno solcato, e segnato indelebilmente il percorso di crescita di ciascuno creando muri e distruggendo i ponti che ancora dovevamo scoprire e percorrere. Ma adesso basta crogiolarsi in scuse come: c’era il covid, abbiamo l’esame o siamo la classe musicale. E’ il momento di tenersi per mano accendendo la scintilla della collaborazione. I più grandi successi storici e attuali, si ottengono sempre perché un gruppo coeso e forte sostiene una causa. Io sono sicuro che insieme possiamo farlo, che possiamo abbattere le barriere e solcare i confini che ci hanno imprigionati. Se vi è una lezione che ho imparato nel corso del tempo è che la singolarità è importante come la collettività. Questo è il nostro anno e insieme saremo più forti e se qualcuno cadrà o si perderà, ci saremo sempre per tendere la mano, rialzarci e andare avanti. Molti di voi credono queste cose irraggiungibili, ma se non fosse così? L’aula verde, la merenda fuori e le altre cose che apprezziamo della nostra scuola le hanno proposte studenti prima di noi e oggi sono una realtà per noi tutti. Allora mi chiedo, può mai essere tutto così insormontabile? No! Anche noi possiamo fare la nostra parte, possiamo lasciare il segno in ricordo di quella fantastica 3F che mise da parte le divergenze in un periodo difficile per il bene comune. Volete il cambiamento allora? ….( Si!!!!) E allora prendiamocelo. E’ il tempo di metterci in gioco per fare la differenza e per costruire il nostro futuro. Se volete che la terra non sia più massacrata, se credete nei giovani, fate la scelta giusta. Noi siamo il cambiamento. Votate Roby.












venerdì 15 ottobre 2021

GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE 16 OTTOBRE

 

Giornata mondiale dell'alimentazione


Il 16 ottobre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione per promuovere uno stile di vita sano e per celebrare la fondazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO). 

Il tema della Giornata mondiale dell'alimentazione di quest'anno è l'utilizzo di sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi e sostenibili per migliorare la produzione, l'ambiente, la nutrizione della popolazione, senza lasciare indietro nessuno. Per la FAO la situazione è più critica che mai. 

Crisi climatiche, conflitti e pandemia da Covid-19 hanno sconvolto milioni di vite e di mezzi di sussistenza nell'ultimo anno.

È molto importante questa giornata  per sensibilizzare tutta la popolazione,  in quanto nel frenetico mondo di oggi, il consumo di pasti surgelati e prodotti confezionati sono all’ordine del giorno. E’ fondamentale infatti consumare  cibi salutari come colture tipiche della stagione o prodotti a basso impatto ambientale per la nostra salute, ma anche per tutelare l’ambiente in cui viviamo. Inoltre, la FAO stima che per eliminare la fame occorrono circa 50 miliardi di dollari l’anno per gli investimenti, infatti molti progetti possono aiutare milioni di persone a soddisfare i propri bisogni alimentari.

 Insieme possiamo fare qualcosa, se uniti nel cambiamento! In che modo? Ad esempio acquistiamo alimenti locali o di stagione,  sprechiamo meno cibo e diventiamo sostenitori dell'alimentazione sana.

 #EroiDellaAlimentazione



Annalisa Montanaro 

Di Donato Gabriella 

Roberto Gimmati  3F

 


domenica 20 giugno 2021

Nel nome del rispetto

 

“Nel nome del rispetto”, l’associazione dedicata alle nuove generazioni



Il giorno 15 giugno 2021, alle ore 16:00, si è svolta la premiazione dei numerosi lavori creati in occasione dell’edizione 2020/2021 del concorso “Nel nome del rispetto”, a cui abbiamo partecipato attivamente, vincendo il primo premio. Questo concorso promuove la partecipazione attiva dei giovani alla vita sociale e propone come obiettivo principale il rispetto di se stessi e degli altri, consolidando l’idea che il rispetto renda liberi e sostenga la giustizia.

L’assegnazione dei premi e dei riconoscimenti è stata svolta in modalità remota, tramite l’applicativo di riunioni online Google Meet, e la cerimonia è stata trasmessa in diretta anche su Facebook. All’associazione organizzatrice del concorso sono arrivati lavori da sedici regioni italiane, dalle scuole dell’infanzia fino all’università, e oltre 7840 bambini e ragazzi hanno partecipato a quest’edizione.

Ci teniamo a ringraziare la nostra Dirigente Scolastica, Maria Debora Belardo, che ha fatto sì che la scuola ricevesse questa magnifica opportunità, e la presidente dell’organizzazione, Maria Cristina Zenobi, che ha affermato durante la premiazione: «Il concorso della nostra associazione ha suscitato grande entusiasmo in docenti e studenti, gratificati nel sentirsi ascoltati nelle proprie difficoltà ed emozioni, legate soprattutto ai mesi di lockdown.»

Noi studenti della scuola media I.C. Rocco cav. Cinquegrana abbiamo partecipato a quest’iniziativa, insieme ad altri alunni delle classi della sezione A, sezione L, sezione H, sezione I… Coordinati dalle professoresse Serena Virgilio, Rosaria D’Errico e Fabrizia Cinquegrana, il lavoro è consistito nella stesura di un articolo e nell’organizzazione di una rappresentazione musicale, e successivamente è avvenuta la “fusione” tra la parte letteraria e la parte musicale.

Diversi elaborati sono stati premiati, rendendo gli studenti vincitori ambasciatori dell’orgoglio dei propri compagni. Possiamo affermare che per noi alunni vincere questo concorso è stata un’immensa gioia, per noi e per tutti i nostri compagni, di cui ci facciamo portavoce in questo articolo, un’esperienza che ha stimolato la nostra creatività su un tema fondamentale, quello del rispetto, alla base della convivenza civile, della libertà e del corretto agire dell’uomo nell’ambiente in cui vive.

Gli alunni:

Maria Luisa Dell’Aversana, 3aL

Mario Caramanica, 3aA

lunedì 14 giugno 2021

Un granello di sabbia, unito agli altri, forma una spiaggia


Un granello di sabbia, unito agli altri, forma una spiaggia


"È solo per una volta, non finirà mica il mondo!".
Spesso giustifichiamo le nostre azioni con frasi simili, e ammetto che in passato ho pronunciato anch'io queste parole, che sminuiscono il peso delle nostre azioni.
Ci possono sembrare atti insignificanti, ma anche la spiaggia è fatta da granelli di sabbia, e io me ne sono reso conto qualche anno fa.
Era estate, stavo passeggiando con i miei amici, mentre sgranocchiavamo qualcosa, chi delle patatine, chi dei biscotti.
Ovviamente, una volta finita, una confezione va gettata nella pattumiera, così mi aspettavo che facessero gli altri, vidi però uno di loro far cadere a terra il rifiuto che aveva in mano come se nulla fosse.
Ad effetto domino gli altri cominciarono ad imitarlo con un aria in volto del tipo "Se lo fa lui, posso anch'io".
In quel momento ho capito che l'essere umano prende esempio da un altro essere, quindi le nostre azioni sono di esempio per gli altri e che possono diffondersi due tipi di abitudini: quelle nocive, e quelle sostenibili.
Per questo, da allora, cerco di comportarmi in modo più sostenibile, ma non solo verso il pianeta, poiché essere d'esempio significa aiutare nel presente e preservare abitudini sane in futuro.
Perciò non sopporto chi non si assume la responsabilità delle proprie azioni, un giorno il comportamento dannoso, scorretto che ha diffuso ricadrà su un numero molto più ampio di individui.

Daniele di Ronza 2I